Casi clinici


Voglio dedicare questa parte del sito a dei casi clinici di particolare interesse, gli articoli saranno incentrati soprattutto sulle patologie oculari e si svilupperanno nel tempo dando la possibilità di seguire l’evolvere. In altri casi si limiteranno alla visita e ai risultati che questa può aver dato.

Saranno visionabili delle foto per ogni caso, anche di interventi chirurgici.

    SINDROMA UVEODERMATOLOGICA NEI CANI NORDICI VOGT-KOYAGANI-HARADA

    Parliamo di una patologia di tipo autoimmune che ha un coinvolgimento grave a livello oculare.

    I primi sintomi solitamente sono improvvisi con lesioni di tipo ulcerativo crostoso che riguardano la cute del naso e intorno agli occhi dell’animale, possono essere colpiti da depigmentazione anche i cuscinetti plantari.

    Ai segni cutanei si associano gravi alterazioni oculari quali uveiti e retiniti che possono portare ad un aumento di pressione dell’occhio ( glaucoma ) e ad un conseguente distacco retinico.

    L’estate con la luce solare può essere un fattore scatenante della malattia o determinarne il peggioramento.

    La patologia va differenziata dalle patologie cutanee immunomediate del complesso del pemfigo.

    Il passo fondamentale è la visita oculistica che deve escludere danni agli occhi.

    La terapia è prettamente farmacologica e deve comprendere cortisonici ed eventualmente immunosoppressori.

    La terapia per i danni oculari deve essere mirata affinché non si instauri un glaucoma con distacco retinico.

    La tempestività della diagnosi e della terapia è fondamentale per la corretta gestione dell’animale e la salvaguardia della sua vista.

     

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    L’IMPORTANZA DEL TEST GENETICO MDR 1 PER LA RESISTENZA AI FARMACI

    Il test genetico MDR è consigliato in molte razze di cane e loro incroci

    Le maggiormente predisposte sono

    • Collei
    • Australian Sheperd
    • Sheford
    • Pastore svizzero bianco
    • Border collie

    Altre meno colpite ma a rischio

    • Bobtail
    • Bovaro Australiano
    • Wippet
    • Cane da ferma tedesco
    • Pastore tedesco

    Il gene ha un ruolo fondamentale nel codificare una particolare proteina che agisce come spazzino eliminando più di 20 principi farmacologicamente attivi soprattutto a livello del sistema nervoso.

    Gli animali che ne sono carenti tenderanno a manifestare nelle ore seguenti la somministrazione di particolari farmaci una sintomatologia da lieve a grave con iniziale ipersalivazione, problemi nella deambulazione, difficoltà respiratoria, segni di tipo neurologico con iniziale cecità fino a coma e morte.

    Si passa da segni clinici di tossicità fino alla morte, in base al fatto che siano omozigoti o eterozigoti.

    Fra le molecole che possono determinare questi problemi si hanno :

    • IVERMECTINA (farmaco per la prevenzione della filaria)
    • SELAMECTINA, MILBEMICINA, MOXIDECTINA (antiparassitari)
    • ACEPROMAZINA (tranquillante)
    • BUTORFANOLO (antidolorifico)
    • LOPERAMIDE  antidiarroico)
    • VINCRISTINA, VINBLASTINA, DOXORUBICINA (chemioterapici )
    • CICLOSPORINA (immunosoppressore)
    • DIGOSSINA (farmaco per il cuore)
    • DOXICICLINA (antibiotico)

    Il test genetico non è per nulla invasivo o doloroso e fornirà una risposta univoca e costante da non ripetersi nel tempo.

    In caso di soggetto SENSIBILE sarà indispensabile porlo in rilievo nella sua scheda clinica e ancor di più sul suo collare in modo che in qualsiasi occasione possa essere rilevato.

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    NESSUN OCCHIO E’ PERSO

    Gattina europea randagia che alla prima visita presentava una butta infezione virale a livello degli occhi. L’infezione interessava la cornea, le palpebre e le congiuntive annesse. Alla prima visita si temeva che il  visus fosse compromesso.

    Dopo alcune settimane di terapia continuativa a base di antivirali e antibiotici gli occhi hanno ripreso un aspetto quasi normale, purtroppo a sinistra sono rimaste alcune aderenze fra cornea e palpebre e fra palpebre e terza palpebra.

    Si è intervenuti chirurgicamente in modo da liberare l’occhio da qualsiasi aderenza e ridargli delle dimensioni quasi normali.

    Soprattutto permettere un recupero al 100 per 100 del visus.

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    TOXOPLASMOSI MITI DA SFATARE

    Per la toxoplasmosi il gatto continua erroneamente ad essere considerato l’untore per eccellenza, in realtà non è cosi ed anzi ad oggi non sono dimostrati casi di trasmissione diretta da gatto a uomo.
    La toxoplasmosi è una patologia portata da toxoplasma gondii un protozoo.
    Nell'organismo che infetta forma delle cisti nei tessuti da quello nervoso a quello muscolare e in diversi organi e nelle donne incinte infetta i feti.
    A seconda della localizzazione di queste cisti si avranno sintomi differenti, a livello nervoso o retinico si osserveranno i più gravi, quando le cisti sono a livello muscolare non si avvertono segni evidenti e queste sono quelle che verranno ingerite mangiando la carne poco cotta e che determineranno la trasmissione dell’infezione.
    Il gatto insieme ad altri felini nelle prime fasi della sua infestazione diffonde le oocisti non ancora infettive che lo diverranno dopo 24 ore e contamineranno l’ambiente esterno.
    Nell'ambiente esterno vengono ingerite da altri animali e diffondono l’infezione.
    La principale fonte di diffusione oltre alla carne cruda o poco cotta (i 65 gradi uccidono il toxoplasma) è la verdura dove il gatto ha defecato.
    Per cui il contatto diretto con un gatto non trasmette il toxoplasma, né la sua saliva o gli eventuali graffi (che possono comunque essere infetti), il contatto con le feci del gatto nelle prime settimane in cui fosse infetto può essere fonte di rischi. Per cui è importante che la lettiera non sia toccata da una donna incinta e che sia sempre pulita.

    Per una donna incinta, dove i toxoplasmi possono determinare gravi malformazioni ai feti, dev'essere tolta dalla dieta qualsiasi tipo di carne non cotta, dagli insaccati in poi, e le verdure per sicurezza andrebbero sempre cotte e la frutta sbucciata.

    La toxoplasmosi è una malattia comunque curabile nel gatto, nel caso in cui proprio si avessero dei dubbi sul proprio animale anche se non presenta dei sintomi è sufficiente un esame del sangue.
    Se risultasse essere positivo una terapia mirata risolverà il problema.

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    UTILIZZO FIBRINA ATTIVATA IN ULCERE CORNEALI

    Utilizzo della terapia rigenerativa con fibrina attivata in un grave caso di ulcere corneali profonde.
    Gatto femmina di due anni che improvvisamente presenta forte dolore a livello degli occhi, li tiene chiusi ed è presente un abbondante scolo.
    Alla visita clinica si riscontra mancanza di materiale a livello della cornea e panoftalmite.

    La causa non è sicura ma probabilmente è legata al contatto con sostanze caustiche.
    La terapia medica non è sufficiente e si opta per intervento chirurgico nel tentativo di salvare entrambi gli occhi.
    La mancanza di materiale a livello corneale è ingente per il suo riempimento si utilizza della fibrina omologa attivata, sulle ulcere viene cucito flap congiuntivale anche per mantenere in sede la fibrina.

    Come protezione si esegue la chiusura dell’occhio temporanea con terza palpebra.
    A distanza di 7 giorni , all'apertura degli occhi, si osserva un buon attecchimento del flap ed un riempimento dell’ulcera, l’occhio sx presenta una parziale trasparenza a livello di cornea.

    La fibrina attivata ha permesso di fornire i mattoni indispensabili affinché l’occhio potesse riprendere la sua struttura iniziale ed ha costituito i legami su cui il trapianto di congiuntiva si è potuta incollare.

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    PERCHE’ DEVO VACCINARE IL MIO CANE?

    La profilassi vaccinale è intesa solo ed unicamente come prevenzione.

    Vaccino in modo tale che il corpo produca degli anticorpi contro determinate malattie che a seconda dell’età possono portare alla morte o arrecare dei seri danni che si possono protrarre nel tempo. Lo scopo principale è quello di non far ammalare il cane.
    Non dobbiamo però sottovalutare il rapporto diretto e quotidiano che noi abbiamo con il nostro compagno e quindi di come alcune malattie possano essere trasmesse a noi.

    La LEPTOSPIROSI dove il serbatoio naturale è rappresentato dai topi e la loro pipi è la fonte del contagio e la pipì del cane infettato sarà la fonte del contagio. Perché è improbabile che io venga a contatto con la pipì del topo ma è verosimile che venga a contatto con quella del mio cane. Per questa malattia si vaccina per tutta la vita.

    La RABBIA è anch’essa contagiosa ed è mortale. In Italia è ricomparsa la forma silvestre nel 2008 nel nord-est portata dalle volpi provenienti dalla vicina Slovenia.

    La LEISMHANIOSI è anch’essa una malattia trasmissibile non per contatto diretto ma tramite dei moscerini (flebotomi) il cane funge da serbatoio ed i cani da caccia sono i più a rischio.

    Il vaccinare è porre una barriera per la salute nostra e del nostro amico.

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    MEMBRANA PUPILLARE PERSISTENTE

    Gattina di 6 mesi Siberian. Presenta a livello dell’occhio sinistro  PPM o membrana pupillare persistente.

    Residuo di tessuto che durante la gestazione costituisce la membrana che nutre la lente ( tunica vasculosa lentis ) e ricopre il foro pupillare da collaretto a collaretto controlaterale, dovrebbe  regredire entro la sesta settimana di vita.

    Può capitare che non ci sia una regressione totale e rimanga del tessuto che si presenta come dei filamenti che dal collaretto dell’iride si diramano nell'occhio.

    Clinicamente non dovrebbero dare problemi  a meno che i filamenti non siano in numero eccessivo  e provochino carenze nella vista.

    La chirurgia è sconsigliata a causa del possibile sanguinamento e quindi delle complicazioni in camera anteriore.

    La PPM è considerata su base genetica anche se non si conosce ancora il metodo di trasmissione.

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    CASO ANOMALO DI CHERATITE SECCA

    Il cagnone in esame è un bulldog maschio di 3 anni che presentava un’assenza completa di lacrimazione a livello dell’occhio sx.

    La mancanza delle lacrime fa si che la cornea non abbia nutrimento e che le sue cellule vadano incontro alla morte con la mancanza della trasparenza e la formazione di un panno e di dolore.

    La cheratite secca nel bulldog può essere causata sia da fattori genetici o riconoscere altre cause iatrogene.

    Questo particolare caso era legato ad un precedente intervento chirurgico che aveva causato la formazione di cicatrici alla ghiandola della terza palpebra e alla palpebra stessa non permettendo alle lacrime di fuoriuscire.

    Lo sbrigliamento delle catene costituite dalle cicatrici ha fatto si che la fuoriuscita delle lacrime sia tornata nella giusta direzione con la corretta lubrificazione della cornea e il corretto quantitativo di lacrime, i danni già presenti nel corso del tempo saranno parzialmente riassorbiti.

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    INFILTRATO PIASTRINICO A LIVELLO ARTICOLARE

    Dado è un simpaticissimo boxer bianco che ultimamente ha dovuto rinunciare a giocare con la palla e a correre con i suoi amici a causa di una bruttissima forma di artrosi al gomito destro.

    Le terapie con antidolorifici e nutraceutici  per le cartilagini, pur determinando miglioramenti  non erano in grado di consentire un corretto recupero dell’articolazione.

    Si è intrapresa una terapia differente, una terapia rigenerativa e assolutamente naturale.

    Dopo una prima seduta in cui si è sollecitata l’articolazione del gomito con ginnastica e movimento

    Si sono iniettati a livello dell’articolazione alcuni millilitri di  siero ricco di piastrine ricavati dal sangue di Dado.

    Le piastrine hanno innescato un’azione rigenerativa e antidolorifica permettendo a Dado nell'arco di alcuni giorni di riprendere a camminare senza zoppicare e al più presto di riprendere la sue partite di pallone.

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    CARNE CRUDA NELL’ALIMENTAZIONE DEL CANE E DEL GATTO

    Non voglio entrare nel merito della diatriba fra dieta commerciale, dieta Barf o dieta casalinga. Ognuna ha i suoi pregi ed i suoi difetti, intervengono fattori economici, di tempo e di scelte personali, il proprietario riflette sul proprio animale le proprie scelte di vita e queste si rivelano anche nel mangiare.

    La carne cruda in questo universo ricopre un ruolo molto importante anche e soprattutto da un punto di vista igienico sanitario. In essa possono essere contenuti molti batteri che non vengono distrutti completamente dal congelamento, alcuni parassiti e alcune forme protozoarie. Le carni bianche sono ricchissime di batteri e la loro cottura è obbligatoria.

    In generale all’interno dell’alimento crudo è possibile ritrovare Escherichia Coli, salmonella, campylobacter, clostridium perfrigens, toxoplasmi e neospora. Agenti patogeni che possono dare sintomatologie differenti sia a livello gastroenterico che sistemico con localizzazioni anche a livello neurologico. Molti di questi patogeni attaccano indifferentemente sia l’uomo che gli animali domestici e possono venire diffusi a livello ambientale tramite le deiezioni.

    Il congelamento prolungato abbassa la carica microbica ma non la rende pari a zero. L’assunzione sporadica di alimenti crudi o poco cotti per un semplice calcolo probabilistico incide in maniera minima su queste malattie. L’assunzione prolungata e sistemica invece aumenta le possibilità di ammalarsi. L’unico metodo per abbattere ed annullare la carica patogena è la cottura.

    Come scritto all’inizio questo breve articolo deve solo rendere consci dei rischi sanitari legati all’assunzione degli alimenti crudi o poco cotti.

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