Casi clinici


Voglio dedicare questa parte del sito a dei casi clinici di particolare interesse, gli articoli saranno incentrati soprattutto sulle patologie oculari e si svilupperanno nel tempo dando la possibilità di seguire l’evolvere. In altri casi si limiteranno alla visita e ai risultati che questa può aver dato.

Saranno visionabili delle foto per ogni caso, anche di interventi chirurgici.

    IPERTENSIONE SISTEMICA NEL GATTO

    L’ipertensione sistemica del gatto è una patologia più diffusa di quanto non si possa pensare, statisticamente riguarda più del 65% dei gatti affetti da insufficienza renale cronica e supera l’80% di quelli interessati da ipertiroidismo.
    Gli apparati che vengono principalmente coinvolti sono l’apparato cardiovascolare, apparato urinario e occhio.
    Nel caso specifico verranno presi in considerazione gli aspetti che riguardano l’occhio.
    L’aumento della pressione sistemica non comporta necessariamente un aumento della pressione intraoculare, questa potrebbe variare in un secondo tempo come conseguenza della degenerazione del bulbo.
    La pressione troppo alta causa delle emorragie nell’occhio, sia a livello della retina che a livello dell’uvea con conseguente travaso di sangue che se non trattato tempestivamente comporta distacco retinico e cecità.
    La terapia dev’essere multifattoriale.
    Terapia sistemica finalizzata a regolarizzare la pressione tramite farmaci specifici e terapia mirata per l’eventuale insufficienza renale, ipertiroidismo o problemi cardiovascolari.
    L’occhio ha necessità di una terapia specifica per far riassorbire l’emorragia al suo interno, il distacco retinico purtroppo può venire diagnosticato a cecità già presente ponendo dei grossi limiti alla terapia applicabile.
    Le due foto riportano gli occhi pieni di sangue alla prima visita e la loro evoluzione a tre settimane di terapia sia sistemica che locale. L’emorragia è stata quasi completamente riassorbita e la vista è presente.

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    ENTROPION DELLA PALPEBRA INFERIORE NEL GATTO

    L’entropion è una patologia che interessa il margine della palpebra che invece di essere appoggiato alla cornea ( la parte trasparente dell’occhio) con la congiuntiva è appoggiato direttamente con la pelle e con le ciglia o i peli della cute.
    E’ una patologia di solito congenita che peggiora con l’accrescimento del soggetto.
    Lo sfregamento continuo della pelle sulla cornea determina dolore e può causare danni profondi con abrasioni o ulcere.
    La terapia nella prime fasi della sintomatologia o nei casi molto lievi può essere di tipo medico cercando di tamponare la situazione con lubrificanti da mettere sulla porzione introversa del margine palpebrale.
    Se la cremina non è sufficiente per far regredire i segni clinici, l’unica terapia di tipo risolutivo è quella chirurgica.
    Nel caso che vi presento il soggetto malato è un gatto razza Sphynx di nome Sasha.
    Nei primi mesi di vita il problema era appena accentuato, purtroppo crescendo è andato a peggiorare fino a determinare la chiusura degli occhi.
    Gli Sphynx hanno la peculiarità di avere pochissimi peli e quindi solo la cute sfregava all’interno dell’occhio e non la superficie dura delle ciglia, questo ha evitato danni peggiori.
    L’intervento consiste nell’asportare una porzione di cute e creare una cicatrice che possa spostare il margine palpebrale e riposizionarlo correttamente.
    In alcuni casi la memoria dei muscoli palpebrali che rimangono contratti può richiedere un secondo trattamento correttivo.


    Le due foto di seguito mostrano Sasha con gli occhi serrati pre intervento e dopo 10 giorni dalla chirurgia con gli occhi aperti.

    La cornea è una porzione dell’occhio estremamente sensibile e come tale reagisce agli stimoli dolorosi facendo contrarre ulteriormente le palpebre e peggiorando la situazione iniziale.
    Incrociamo le dita per il proseguo di Sasha.

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    TUMORE GHIANDOLA TERZA PALPEBRA

    La terza palpebra sia nel cane che nel gatto ha un’importante funzione protettiva nei confronti del globo oculare.

    La sua ghiandola, situata nella parte interna, svolge una doppia funzione, produce il 33% delle lacrime ed assolve un ruolo di linfonodo.

    In generale le patologie della ghiandola vanno sempre curate in modo conservativo per evitare che una sua asportazione possa far diminuire drasticamente la produzione delle lacrime.

    Solo in rari casi si esegue l’escissione completa della ghiandola stessa.

    Questi casi sono rappresentati dai tumori, un esempio è quello ritratto nella foto.

     

    Un sarcoma, probabile emangiosarcoma.

    A seguito dell’asportazione il cane dovrà mantenere una costante lubrificazione artificiale con delle lacrime specifiche

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    GATTO CHE SBAVA

    Il gatto che sbava è un segno clinico da non sottovalutare e da riportare a diverse patologie.

    L’animale presenta delle papille gustative estremamente sensibili, queste si possono attivare per l’ingestione di farmaci o solo il tentativo di farli ingerire può determinare la scialorrea.

    Gli antiparassitari in fialette posti sulle scapole possono essere leccati dal micio facendo scaturire una profusa bava chiara.

    La perdita di saliva può anche essere legata a patologie del cavo orale ( stomatite, ulcere sulla lingua, patologie virali, avulsione di denti ).

    Gli avvelenamenti sono un altro frequente agente scatenante la reazione.

    Liquidi provenienti dalle prime vie respiratorie che fuoriescono dalla bocca e dalle narici possono essere scambiati per bava, quando in realtà sono il segno di riniti, bronchiti o di edema polmonare.

    L’eccitazione può incidere nella produzione della saliva, quando fanno le fusa o anche quando sono particolarmente agitati.

    In linea di principio si è di fronte ad un segno comune per diverse patologie, la cosa fondamentale è il non sottovalutarlo.

    Se nell’arco di una decina di minuti diminuisce o va a regredire avrà avuto una causa estemporanea e probabilmente non sistemica, se permane è bene portare l’animale dal veterinario.

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    VACCINI GATTO

    In questi mesi di pandemia totale legata al covid 19 la penuria di vaccini per i gatti si è fatta molto pesante.

    Le cause sono diverse e non tutte chiare. Le conseguenze invece sono visibili.

    Presso la mia struttura, previo appuntamento e fino al termine delle scorte, è possibile effettuare la vaccinazione sia con il trivalente che con il vaccino per la leucemia felina.

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    FRATTURA BACINO GATTA

    Per una volta iniziamo dalla fine.

    Il video che state osservando è di una gatta di circa 2 anni che 30 giorni fa è stata investita da una macchina e che ha riportato la frattura del bacino in più punti e il dislocamento della colonna vertebrale.

    Le foto delle lastre qui di seguito riportano i danni imponenti ed importanti che il suo scheletro ha subito.

     

    Inizialmente erano presenti segni neurologici a livello di sensibilità e motilità sia della coda che degli arti inferiori.

    Fortunatamente il video ci rincuora ed indica un’ottima guarigione ed una ripresa veramente stupefacente.

    Il tutto è stato legato a quattro fattori importantissimi.

    La terapia medica.

    I movimenti forzatamente limitati per 30 giorni.

    L’assistenza dei proprietari nel rispettare le indicazioni date.

    Il fatto che sia un gatto.

    Le lesioni al bacino che non compromettano in maniera irreversibile le terminazioni nervose con il tempo e le giuste attenzioni possono evolvere in guarigioni che hanno dello straordinario.

    Auguri alla gatta per uno proseguo di vita senza brutti incontri.

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    MASSA SANGUINANTE SULL’OCCHIO

    prima del trattamento

    Caso interessante di gatto girovago che presenta una neoformazione corneale, rossa ed estremamente sanguinante.

    L’animale ha dolore ma non troppo, l’occhio ha mantenuto la vista e a parte la massa ed una leggera opacità non ha altri segni clinici.

    Un esame più accurato evidenzia la causa della massa sulla cornea. Nei giorni precedenti la visita, durante un giringiro nei prati una spiga di forasacco è penetrata nell’occhio ed è stata inglobata sotto la palpebra superiore.

    Il continuo sfregamento della punta del corpo estraneo vegetale sulla cornea ha determinato l’infiammazione cronica e la creazione della massa. Il micione è stato fortunato, la punta non ha bucato l’occhio. L’asportazione della spiga ed una corretta terapia antibiotica ha risolto il problema.

    10 giorni dopo il trattamento

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    IL SEQUESTRO CORNEALE NEL GATTO IL NIGRUM

    Il sequestro corneale è una malattia tipica del gatto a qualsiasi razza esso appartenga, anche se è più frequente nei persiani, siamesi, birmani e himalayani.
    Si manifesta come una massa nerastra a livello corneale (la cornea è la porzione trasparente dell’occhio) ed è la conseguenza di una lesione profonda dell’occhio, di un’ulcera che nel 50% dei casi viene infettata da un herpes virus.
    A questo punto il NIGRUM è riconosciuto come corpo estraneo da parte della cornea stessa, viene isolato ed è attaccato dalle difese del corpo.
    Si instaurano i processi infiammatori con un aumento dei vasi sanguigni, infiammazione forte e permanente sia sulla cornea che nella parte anteriore dell’occhio (uveite), con dolore e fastidio per l’animale.
    Se si è fortunati nell’arco di un periodo di alcuni mesi l’occhio espelle questa mummificazione che ha creato, altrimenti l’infiammazione ed il dolore permangono.
    La terapia medica di fronte ad un NIGRUM è rivolta al dolore e alla possibile infezione a cui si va incontro, altrimenti la soluzione è di tipo chirurgico.
    In rari casi la masserella nera permane senza arrecare fastidio al gatto se non una diminuzione della vista, legata alla costante presenza della massa.

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    PERFORAZIONE DA UNGHIATA DI OCCHIO DI GATTO

    Le foto ed i video di seguito descrivono la disavventura occorsa ad una micia domestica che convive con altri gatti. Durante uno scontro un’unghiata diretta nell’occhio ha perforato completamente la cornea. La pressione dell’occhio stesso ha fatto erniare parte dell’iride ( la parte colorato dell’occhio) ed altro materiale al di fuori del globo oculare. Fortunatamente la vista non è stata compromessa. L’unica soluzione applicabile è stata quella chirurgica con il riposizionamento dell’iride all’interno dell’occhio e la chiusura della cornea. L’occhio ha sempre mantenuto la vista.

    Nel primo video si può vedere l’occhio con il materiale uscito.

    https://youtu.be/UtS1eDkP1bo

    Durante la chirurgia

    A distanza di una settimana

    https://youtu.be/I_jMrPS-oxM
    L’ultimo video a distanza di due settimane dall’intervento, si può notare la cicatrice bianca che andrà a riassorbirsi nell’arco di alcuni mesi.

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    DIFETTI OCCHIO BLU MERLE

    Il blu merle o arlecchino è un mantello molto apprezzato nel cane. Non è caratteristico di un’unica razza e lo si può vedere nell’alano, nel bassotto, nell’australian sheppard, nel border collie, nel collie ed in altre innumerevoli razze. Il colore arlecchino nel bassotto non porta ad alcuna alterazione di tipo medico, nelle altre razze può accompagnarsi a problematiche serie a carico dell’occhio e dell’orecchio. Le caratteristiche del mantello sono legate ad una depigmentazione parziale della melanina.

    Questa caratteristica è legata al gene MERLE che se presente in un unico cromosoma determina solo il mantello, se presente in coppia, due geni merle, porterà alterazioni patologiche. Gli occhi, in questi animali, si potranno presentare con un mancato sviluppo dell’iride, del cristallino o della retina, la microftalmia (occhio più piccolo) sarà presente in almeno uno dei due occhi. Queste anomalie portano ad un occhio cieco o ipovedente. Anche l’udito è interessato e questi animali si presenteranno sordi. I difetti genetici sono irrecuperabili e progressivi nel tempo, l’unica prevenzione fattibile e non far accoppiare due soggetti blu merle.

    Di seguito le foto di due occhi di un pastore biellese.

    microftalmia con occhio cieco

    occhio ipovedente con foro pupillare non completo e dimensioni al di sotto del normale

     

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