Casi clinici


Voglio dedicare questa parte del sito a dei casi clinici di particolare interesse, gli articoli saranno incentrati soprattutto sulle patologie oculari e si svilupperanno nel tempo dando la possibilità di seguire l’evolvere. In altri casi si limiteranno alla visita e ai risultati che questa può aver dato.

Saranno visionabili delle foto per ogni caso, anche di interventi chirurgici.

    CHERATOCONGIUNTIVITE EOSINOFILICA GATTO

    La cheratocongiuntivite eosinofilica del gatto è una patologia dell’occhio. Questo si presenta con una masserella sopraelevata e irregolare biancastra tendente al rosso sul bordo esterno dell’occhio al confine con la sclera ( la parte bianca del bulbo oculare ) in alcuni casi può essere coinvolta anche la terza palpebra.

    CHERATOCONGIUNTIVITE EOSINOFILICA GATTO

    Questa massa se non curata adeguatamente tenderà ad invadere la parte trasparente dell’occhio ( la sclera ) facendo produrre muco biancastro, dolore con l’occhio che tendenzialmente verrà tenuto chiuso e difficoltà nella visione a causa del progressivo opacamento.
    La causa scatenante è di probabile origine allergica anche se in molti casi è stata riscontrata una componente di tipo virale erpetica. La diagnosi è fattibile tramite un piccolo raschiato corneale alla ricerca di particolari cellule, gli eosinofili, che lì proprio non dovrebbero esserci. La terapia tendenzialmente risolve il disturbo ma non lo elimina completamente. La precocità nella diagnosi e nella terapia è alla base dei risultati.

    CHERATOCONGIUNTIVITE EOSINOFILICA GATTO

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    MACCHIA NELL’OCCHIO DEL GATTO

    Gli occhi dei nostri amici gatti sono stupendi, affascinanti, il loro foro pupillare allungato, i mille colori che hanno sono da sempre un punto di forza del nostro peloso.
    Il colore dell’iride può variare dal giallo, all'azzurro, al nocciola e cosi via. La fantasia della natura in questo caso si è posta veramente pochi limiti.

    Purtroppo la struttura stessa dell’iride( uno dei tessuti più vascolarizzati dell’organismo ) e la presenza dei pigmenti lo rende anche un luogo ideale per lo sviluppo di alcuni tumori primari.

    Vorrei parlare del melanoma dell’occhio del gatto da distinguere dalla macchia melanocitica.

    Il MELANOMA diffuso dell’iride solitamente si riscontra sulla  superficie anteriore dell’iride. Nelle prime fasi si osservano solo aree focali o multifocali di colorito più accentuato, non per forza nere, che invadono il tessuto irideo. Questa è la fase critica dove diventa difficile distinguere il melanoma da una melanosi benigna.

    L’evoluzione che può essere di giorni, mesi o nelle fasi tardive anche di anni, sarà rappresentata da un aumento sia delle dimensioni che della quantità delle macchie.

    A questi segni si aggiungeranno delle alterazioni dell’occhio patologiche, con infiammazione dell’occhio (uveite), deformazione del foro pupillare, materiale nellocchio stesso e glaucoma (aumento della pressione dell’occhio e delle sue dimensioni).

    Il MELANOMA è un tumore maligno che nel 63% dei casi origina metastasi a livello di fegato e polmoni. Purtroppo non esistono mezzi diagnostici certi per una diagnosi differenziale certa fra melanoma e melanosi benigna. Esami di tipo bioptico sono eccessivamente invasivi per l’occhio.

    In presenza di una macchia a livello irideo l’unico iter diagnostico è rappresentato dalle visite di controllo il più ravvicinate possibili almeno ogni sei mesi. L’unica terapia di tipo risolutivo è l’asportazione dell’occhio anche se purtroppo sono riferiti casi di metastasi a livello organico a distanza anche di alcuni anni dall'intervento.

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    RINOTRACHEITE NEL GATTO

    È una malattia legata ad un’infezione da herpes virus che aggredisce le cellule epiteliali respiratorie ed oculari, ci si infetta tramite un esposizione orale o congiutivale al virus.

    Si manifesta con starnuti, riniti, congiuntivite, cheratite ulcrativa e febbre.

    Il virus avendo un tropismo per le cellule dell’apparato respiratorio e per la congiuntiva darà origine a forti starnuti con scolo muco purulento, tosse che potrà essere sia produttiva che secca e lesioni oculari caratteristiche.

    Gli occhi si presentano con scolo denso e con congiuntive molto arrossate, questo può causare aderenze a livello congiuntivale fra le palpebre e la cornea, se il virus si addentra negli strati profondi della cornea si possono creare delle ulcere con formazioni di desmetocele fino ad arrivare alla perforazione dell’occhio.

    L’infezione nelle gatte gravide non vaccinate può causare l’infezione dei feti all’interno dell’utero o ci si può infettare alla nascita.

    Gli animali maggiormente a rischio sono ovviamente coloro non vaccinati, le colonie feline e animali stressati che possono manifestare un infezione latente causata del perdurare del virus all’interno delle cellule.

    La malattia va differenziata dalle infezioni da calicivirus felino (meno starnuti e coinvolgimento oculare, comparsa frequente di stomatite ulcerativa e polmonite ma non di cheratite ulcerativa), clamidiosi felina (congiuntivite cronica monolaterale) .

    Si possono effettuare esami di laboratori per confermare la diagnosi ma gli aspetti visibili sono patognomonici (inconfondibili con altre malattie).

    Essendo un virus la terapia di tipo sintomatica agirà sulle complicanze ma non sulla causa, una copertura antibiotica generale ed una più specifica a livello oculare aiuterà il gattino a superare la fase acuta della malattia.

    Gli occhi devono sempre essere tenuti puliti senza secrezioni con lavaggi frequenti a base di camomilla, un collirio antiherpetico ed uno antibiotato dovranno essere somministrati almeno 5 volte al giorno fino alla remissione dei sintomi.

    I lavaggi con la camomilla sono consigliabili anche per tenere sempre aperte le naric , in più casi i gattini non mangiano perché non percepiscono gli odori.

    In alcuni casi, purtroppo, il decorso delle alterazioni oculari porta alla perforazione dell’occhio e quindi alla sua enucleazione .

    Come tutte le malattie virali la vera cura è legata alla prevenzione (la vaccinazione delle mamme) e alla risposta dell’organismo, un cucciolo denutrito con gli ascaridi avrà una risposta anticorpale inferiore a quella di un cucciolo in salute.

    La vaccinazione nei gattini contro la rinotracheite è consigliabile dai 60 giorni in su, nei gattili la prima vaccinazione è consigliabile a 4/5 settimane di età e ripetuta ogni 3/4 settimane fino alle 12 settimane di età.

    Le possibili complicazioni  sono legate a sinusite cronica con starnuti e scolo nasale, chearatite ulcerativa herpetica e cicatrizzazione e chiusura del dotto lacrimale con scolo oculare cronico.

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    OTOEMATOMA

    L’otoematoma è una patologia che riguarda sia il cane che il gatto.

    Consta in una raccolta di liquido siero emorragico nella parte interna del padiglione auricolare fra cute e cartilagine inizialmente si forma nella parte bassa del padiglione per poi interessare tutto l’orecchio.

    La causa che porta alla raccolta del liquido è legata ad un trauma al padiglione auricolare. Nella maggior parte dei casi il trauma è auto inferto dall'animale stesso legato ad un forte fastidio dell’orecchio.

    Un’otite pre esistente di origine batterica, parassitaria o da corpo estraneo porta ad un continuo scuotimento della testa che causa un vero e proprio trauma al padiglione auricolare con la rottura dei vasi sanguigni e conseguente travaso di liquido che viene intrappolato fra cartilagine e pelle. Il processo dura alcuni giorni, anche se l’insorgenza sembra improvvisa.

    Questo stato è doloroso per l’animale che continuerà a scuotere in continuazione la testa aggravando la situazione.

    L’otoematoma è risolvibile agendo su due piani differenti.

    Prima di tutto è necessario risolvere la causa dell’otite ( infiammazione del condotto uditivo ) che è alla base dello scuotimento in modo da fermare il circolo vizioso.

    In seconda battuta bisognerà asportare il materiale siero emorragico depositato all'interno dello spessore dell’orecchio tramite un intervento chirurgico che si concluderà con l’apposizione di una spugna per sorreggere il padiglione ed evitare che lo stesso si contorca.

    Nel caso in cui non si intervenga con il passare dei mesi l’organismo riassorbirà il siero fuoriuscito con la creazione di funi di connettivo che deturperanno la forma e la funzione del padiglione auricolare.

    Di seguito sono riportate le foto di un otoematoma di un gatto causato da un’otite parassitaria e la risoluzione chirurgica.

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    DERMOIDE

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    Caso interessante di un DERMOIDE in un pastore tedesco femmina di 7 anni di nome Laika.

    Laika si presentava con una evidente sofferente all’occhio destro a causa della presenza di una massa con peli lunghi e vitali che sfregavano in continuazione e non permettevano una corretta chiusura delle palpebre.

    Il problema era un dermoide che è costituito da un’area di tessuto cutaneo normale ma cresciuto dove non deve, solitamente si può sviluppare o a livello della congiuntiva o delle palpebre, limbo e cornea, strutture che possono essere colpite separatamente o insieme.

    Di solito è presente nella parte laterale della cornea e congiuntiva limitrofa.

    Il fastidio è correlato alla lunghezza e al numero dei peli, la soluzione è solo di tipo chirurgico da farsi il più precocemente possibile per ridurre la fibrosi cicatriziale a carico della cornea.

    dermoide-02

    Anomalia rara, potenzialmente ereditaria, con predisposizione genetica in pastore tedesco, san bernardo, dalmata.

    Nel gatto rara con predisposizione di razza nel burmese.

    La soluzione chirurgica è l’unica percorribile con l’asportazione del tessuto dalla cornea, facendo molta attenzione a non danneggiare la cornea stessa.dermoide-03

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    LA TOSSE: UN SEGNO CLINICO PER TANTE DIAGNOSI DIVERSE

    La tosse è un’improvvisa forte espirazione di aria attraverso la glottide accompagnata da un suono udibile e preceduta da un accentuato suono inspiratorio.

    È uno dei più potenti atti riflessi dell’organismo ed è dovuta ad una stimolazione o del nervo glossofaringeo che va alla faringe o dalle terminazioni nervose del nervo vago distribuite in laringe, trachea e grossi bronchi.

    Legato alla plurifattorialità degli stimoli della tosse ne risultano coinvolti più apparati:

    • APPARATO RESPIRATORIO
    • APPARATO CARDIO VASCOLARE
    • SISTEMA NERVOSO (sincope da tosse)

    La frequenza e le caratteristiche tante volte sono tipiche della patologia.

    La tosse notturna è associata agli stadi più precoce di un'insufficienza cardiaca congestizia del cuore sinistro o di un collasso tracheale.

    La tosse accentuata dopo un esercizio fisico o dopo uno stato di eccitazione è legata ad uno stato di tipo infiammatorio o processo irritativo a carico di laringe, trachea o grossi bronchi.

    Tosse aspra e prolungata, interessamento prime vie respiratorie.

    Leggera e sporadica, interessamento alveoli polmonari o cardiaca congestizia.

    Tosse grassa per presenza di muco.

    L’eziologia è varia spazia dalle forme infettive batteriche o virali delle prime vie respiratorie, a quelle infiammatorie come allergie, a problemi di tipo neoplastico (compreso il tumore alle tonsille), sia delle prime vie respiratorie che di quelle profonde.

    Eziologia legata alla vascolarizzazione polmonare con alterazioni dell’apparato cardio vascolare, presenza di filariasi cardiopolmonare o di emboli.

    L’eziologia può essere collegata ad esofagiti o a polmoniti ab ingestis (il rigurgito di alimenti che invece di essere vomitato passa direttamente in cavità polmonare).

    Da non dimenticare le forme di strongili polmonari.

    Essendo un segno di una malattia la diagnosi va effettuata in maniera precisa avvalendosi dei mezzi che la medicina ci mette a disposizione, una visita accurata sarà in grado di localizzare l’origine della tosse e quindi di poter effettuare gli esami più appropriati.

    Il trattamento ovviamente sarà mirato alla causa, alcune regole però si possono applicare a prescindere:

    • NON AFFATICARE L’ANIMALE
    • NON FAR ECCITARE L’ANIMALE
    • TOGLIERE IL COLLARE
    • METTERE UMIDIFICATORI IN CASA
    • TOGLIERE FONTI DI ODORI TROPPO FORTI CHE POSSANO IRRITARE LE MUCOSE DELLE PRIME VIE RESPIRATORIE.

    La terapia sintomatica comprende antibiotici ad ampio spettro, farmaci broncodilatatori ed espettoranti a patto che si eseguano visite di controllo durante il decorso clinico della malattia.

    Se è di origine cardiaca la terapia sarà sia sintomatica che mirata all’insufficienza presente.

    Si può intervenire con prodotti a base di piante per aumentare le difese immunitarie delle prime vie respiratorie e con un blando antinfiammatorio, in questo caso un preparato a base di BOSWEILLA e di ECHINACEA ci aiuterà sicuramente.

    Una lastra è sempre consigliabile effettuarla per escludere problemi più gravi a livello toracico.

    L’apporto della descrizione da parte del proprietario diventa fondamentale per poter inquadrare sempre meglio il problema.

    Per concludere è bene ricordare che nel gatto la tosse è più preoccupante come evoluzione che nel cane.

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    OCULOPATIE EREDITARIE

    Nel 2004 è stata completata la mappatura del genoma canino. Da quella data si è potuto dare un nome e cognome genetico a molte patologie oculari trasmissibili.

    Si sono sviluppati test genetici per un range di malattie 100 test genetici riferiti al cane e di questi 25 sono specifici per le oculopatie e circa 120 razze possono essere testate i numeri sono in continua evoluzione e i test sono in aumento. I laboratori sparsi per il mondo estraggono il dna solitamente o dal sangue o da tamponi buccali e ricercano la presenza o meno di una determinata mutazione, ogni test identifica solo una singola specifica mutazione, questo significa che patologie presenti in animali di diversa razza non è detto che siano causate dallo stesso gene.

    Un esempio è il gene HSF4 correlato alla cataratta ereditaria nello Staffordishire bull terrier, nel bouledougue francese, nel Boston terrier per queste razze il test genetico è presente ma la cataratta ereditaria è descritta in molte altre razze nelle quali è stato escluso il coinvolgimento del gene HSF4 ad indicare che probabilmente in queste razze il gene responsabile non è ancora stato identificato.

    Esistono forme geneticamente distinte per la stessa malattia all’interno della medesima razza. Ne è un esempio la PRA ( degenerazione retinica progressiva ) del golden retrivier dove sono stati ritrovato due distinti geni il PRA1 e il PRA2. Da questo si desume come un test genetico negativo non garantisca totalmente che l’animale sia esente dalla malattia e che quindi non sostituisce la visita oculistica che comunque è in grado di rilevare piccole alterazioni oculari e di dare una visione completa.

    Cercherò di spiegare in modo conciso come si comportano i geni come avviene la trasmissione della malattia. Ogni cane ha nel suo patrimonio genetico due copie dello stesso gene, una che deriva dalla mamma e una che deriva dal papà. Molte patologie ereditarie hanno una ereditarietà di tipo recessivo che vuol dire che sono portatori ma che non manifestano la malattia, sono detti carrier. La patologia durante la loro vita non si manifesterà, i loro figli il 50% saranno portatori e 50% non avranno il gene malato. Il problema si viene a creare con la manifestazione della malattia se i figli si accoppiano con altri carrier, in questo caso il 25% dei cuccioli manifesterà la malattia. Se invece la mutazione è dominante i soggetti manifesteranno tutti la malattia.

    Queste percentuali stanno a consigliare che se si vuole realmente eradicare le malattie genetiche trasmissibili bisogna eliminare dalla riproduzione tutti i soggetti risultati positivi a prescindere che abbiano o meno i segni della malattia. Per altre patologie ci sono fattori multifattoriali che intervengono dove non solo il gene è la causa. In questa categoria ricadono le distichie ( ciglia nate sulla congiuntiva palpebrale invece che sulle palpebre) , le diverse forme di eversione delle palpebre ( entropion ed ectropion). Non tutti i tipi di test genetici hanno la stessa affidabilità e lo stesso prezzo.

    I test descritti in precedenza che analizzano il gene stesso si chiamano mutation-based-test esaminano il DNA per la presenza o assenza di una specifica mutazione e nel limite dell’errore umano hanno una affidabilità del 100%. I linkage-based test analizzano alcuni marker del DNA che sono localizzati in prossimità della mutazione e per questo possono essere inaccurati in piccole percentuali di casi per la potenziale ricombinazione tra mutazioni e marker.

    Per questo è fondamentale rivolgendosi al laboratorio per le analisi richiedere esattamente la metodica che verrà attuata. Di seguito viene riportata la tabella con le oculopatie genetiche del cane tratta dal sito della FSA FONDAZIONE SALUTE ANIMALE con i relativi laboratori che le eseguono.

    Per concludere è indispensabile ricordare che il test genetico va sempre affiancato ad un’attenta visita del veterinario oculista.

    Malattie Genetiche - Oculopatie del cane

    MALATTIA RAZZA LABORATORIO WEB LINK LABORATORI
    RETINOPATIA MULTIFOCALE CANINA- CMR (Canine Multifocal Retinopathy) American Bulldog, Australian Sheperd, Bordeaux Mastiff, Bull Mastiff, Cane Corso, Coton de Tulear (CMR2), English Bulldog, English Mastiff, Great Pyrenees, Lapponian Herder (CMR3), Mastiff (Old English), Perro de Presa Canario Optigen
    Antagene
    Genomia
    Genindexe
    Van Haeringen
    www.optigen.com
    www.antagene.com
    www.genomia.cz
    www.genindexe.com
    www.vhlgenetics.com
    ANOMALIA OCULARE DEL COLLIE- CEA (COLLIE EYE ANOMALY)/IPOPLASIA DELLA COROIDE-CH (CHOROIDAL HYPOPLASIA) Australian Sheperd, Bearded Collie, Border Collie, Boykin Spaniel, Collie, Hokkaido dog, Lancashire Heeler, Long-haired Whippet, Miniature Australian Sheperd, Nova Scotia Duck Tolling Retriever, Shetland Sheepdog, Silken Windhound, Whippet Optigen
    Antagene
    Genindexe
    Genetic Technologies ldt
    Van Haeringen
    www.optigen.com
    www.antagene.com
    www.genindexe.com
    www.animalnetwork.com.au
    www.vhlgenetics.com
    DEGENERAZIONE DEI CONI-CD (CONE DEGENERATION) Alaskan Malamute, Australian Sheperd, German Short.haired Pointer, Miniature American Sheperd Optigen
    Antagene
    Genindexe
    Genetic Technologies
    www.optigen.com
    www.antagene.com
    www.genindexe.com
    www.animalnetwork.com.au
    DISTROFIA DEI CONI E DEI BASTONCELLI
    Cone Rod Dystrophy
    Glen of Imaal Terrier Optigen www.optigen.com
    ATROFIA PROGRESSIVA DELLA RETINA- PRA (Progressive Retinal Atrophy):
    - progressive rode cone degeneration (prcd-PRA)                               - Cone Rod Dystrophy (CRD) -Golden Retriever GR_PRA1   -Papillon PRA1 Pap_PRA1
    -Dominant PRA1 -Rod Cone Degeneration (rcd)     -Type A
    -XL
    American Cocker Spaniel, American Eskimo Dog, Australian Cattle Dog, Australian Stumpy Tail Cattle Dog, Australian Sheperd, Chesapeake Bay Retriever, Chinese Crested, Cockapoo, Dwarf Poodle, English Cocker Spaniel, Entlebucher Mountain Dog, Finnish Lapphund, Giant Schnauzer, Goldendoodle, Golden Retriever, Karelian Bear Dog, Kuvasz, Lab/Golden Cross, Labradoodle, Labrador Retriever, Lapponian Herder, Markiesje, Miniature American Sheperd, Miniature Poodle, Norwegian Elkhound, Nova Scotia, Duck Tolling Retriever, Portuguese Water Dog, Silky Terrier, Schipperke, Spanish Water Dog, Standard Poodle, Swedish Lapphund, Toy Poodle, Yorkshire Terrier
    American Pit Bull Terrier (CRD1-2), Glen of Imaal Terrier (CRD3)
    Goldendoodle, Golden Retriever, Lab/Golden Cross, Labradoodle/Goldendoodle Cross
    Papillon, Phalene English Mastiff, Bullmastiff
    Irish Setter (rcd1); Irish Red & White Setter (rcd1); Sloughi (rcd1a); Collie (rcd2); Rough/Smooth Collie (rcd2); Cardigan Welsh Corgi (rcd3)
    Miniature Schnauzer
    Samoyed; Siberian Husky
    Optigen
    Antagene
    Genetic Laboratories Laboklin
    Van Haeringen
    www.optigen.com
    www.antagene.com
    www.animalnetwor.com.au
    www.laboklin.de
    www.vhlgenetics.com
    DISPLASIA DELLA RETINA RD/OSD (Retinal Dysplasia/Oculo-skeletal dysplasia) Lab/golden Cross; Labradoodle, Labrador Retriever (OSD1), Samoyed (OSD2), Labradoodle/goldendoodle Cross Optigen
    Van Haeringen
    www.optigen.com
    www.vhlgenetics.com
    CECITA’ NOTTURNA CONGENITA CSNB (Congenital Stationary Night Blindness) Beagle; Briard Optigen
    Swedish University of Agricultural Sciences   Animal Health Trust
    Antagene
    Genetic Technologies ltd
    Genindexe
    Genomia
    Health Gene Laboklin
    Van Haeringen
    www.optigen.com
    www.slu.se
    www.aht.org.uk
    www.antagene.com
    www.animalnetwor.com.au
    www.genindexe.com
    www.genomia.cz
    www.healthgene.com
    www.laboklin.com
    vhlgenetics.com
    CATARATTA GIOVANILE EREDITARIA EHC (Hereditary Juvenile Cataracts) Australian Sheperd,; Boston Terrier; French Bulldog; Staffordshire Bull Terrier Antagene
    Animal Genetics inc. Animal Health Trust
    Genetic Technologies Genindexe Genoscoper Oy Laboklin
    Laboratorio Genefast
    Van Haeringen
    www.antagene.com
    www.animalgenetics.us
    www.aht.org.uk
    www.animalnetwork.com.au
    www.genindexe.com
    www.genoscoper.com
    www.laboklin.de
    www.genefast.com
    www.vhlgenetics.com
    LUSSAZIONE PRIMARIA DEL CRISTALLINO PLL (Primary Lens Luxation) American Eskimo Dog; American Hairless (Rat) Terrier; Australian Cattle Dog; Chinese Crested; Chinese Foo Dog; Jack Russell Terrier; Lakeland Terrier; Lucas Terrier; Lancashire Heeler; Miniature Bull Terrier; Norwich Terrier; Parson Russell Terrier; Patterdale Terrier; Pug; Rat Terrier; Russell Terrier; Sealyham Terrier; Teddy Roosevelt Terrier; Tibetan Terrier; Toy Fox Terrier; Volpino Italiano; Welsh Terrier; Wire-haired Fox Terrier; Yorkshire Terrier Optigen
    Animal Molecular Genetics Lab- U of Missouri
    Laboklin
    Vetnostic Laboratories
    Genoscoper Oy Van Haeringen
    VetGen
    www.optigen.com
    www.caninegeneticdiseases.netwww.laboklin.de
    www.vetnostic.com
    www.genoscoper.com
    www.vhlgenetics.com
    www.vetgen.com

     

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    TETANO

    Il tetano è una patologia causata dalle spore prodotte dal Clostridium tetani. Il batterio come tale si trova nel terreno, nell'intestino dell'uomo e degli animali in genere. In questo stato non dà alcun problema di tipo patologico. La malattia si viene ad instaurare quando il batterio colonizza una ferita aperta in cui può proliferare e mandare in circolo le sue tossine la TETASPASMINA ed è questa che causa la sintomatologia clinica. La tossina è in grado di penetrare direttamente nelle cellule del sistema nervoso e qui di causare la sintomatologia della malattia. Il batterio sopravvive in condizioni di mancanza d'aria. Questo fa si che le ferite sporche e contaminate siano il luogo ideale per la sua proliferazione.
    In rari casi la via d'ingresso può anche essere rappresentata da alveoli dentali aperti, i cuccioli che rosicchiano tutto presentano questo tipo di problema.

    La malattia è occasionale nel cane e rara nel gatto.
    La mia esperienza personale in più di 20 anni mi ha portato ad affrontare 4 casi e tutti in cani. La sintomatologia è di carattere neurologico e si può manifestare da alcuni giorni a mesi dopo l'infezione, si ha il riscontro della ferita sporca o si ha di fronte un cucciolo con gli alveoli aperti. I premi segni sono legati ad una rigidità degli arti con l'andatura così detta " a cavalletto" senza una reale sofferenza da parte dell'animale. In seguito si vengono ad instaurare segni soprattutto riferibili ai muscoli della testa, il cane ha un trisma muscolare che lo fa " ridere", si accentua la piega frontale venendosi a creare quasi una cresta. I sintomi si propagano ai muscoli di tutto il corpo, il cane colpito non riesce più a stare in piedi ha le zampe contratte e distese con rigidità diffusa. Non perde mai i sensi è sempre vigile ma non riesce a nutrirsi e a bere. Nell'arco di alcuni giorni sopraggiunge la morte legata alla paralisi del diaframma e dei muscoli respiratori.

    In ambito umano esiste la vaccinazione obbligatoria e il richiamo da farsi nel caso in cui ci sia una ferita contaminata.
    In ambito veterinario il vaccino non è presente e si ricorre ad una terapia di tipo sintomatico per la sintomatologia neurologica, con tranquillanti per diminuire gli spasmi muscolari che sono estremamente dolorosi. Con ricovero in luogo tranquillo e su materassini morbidi per prevenire le piaghe da decubito,alimentazione forzata con sondino nasogastrico. Si associa il siero antitetanico non specifico per i cani con i rischi di reazioni allergiche e terapia antibiotica mirata con penicilline sistemiche. La terapia può andare avanti anche per alcune settimane prima che il paziente riesca a riprendersi e purtroppo non sempre il decorso è benevolo.

    I segni clinici possono essere confusi anche con avvelenamento da stricnina o da piombo. In entrambi i casi il decorso è molto più rapido e non si riscontrano ferite infette. La miglior cura come sempre è la prevenzione, la disinfezione con acqua ossigenata e il lasciare la ferita a contatto con l'aria pulita in modo tale che i batteri non prolifichino blocca il clostridium e con esso la produzione di tossine.
    Nella mia esperienza personale ho trattato 4 casi, tutti cani e giovani. La mia realtà è legata al canavese a Montanaro per la precisione, i rischi ambientali legati ai campi sono maggiori rispetto ad una realtà metropolitana, ma il tetano è sempre presente semplicemente perchè il clostridium è nell'ambiente e le sue spore possono sopravvivere per anni all'esterno e ai disinfettanti utilizzati normalmente.
    Fortunatamente la maggior parte è sopravvissuta.

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    CHI HA LA RESPONSABILITA' DEGLI ANIMALI VAGANTI

    Un animale vagante, che sia cane o gatto, può rappresentare un problema in primis per l'animale stesso, che a seconda dei casi si può ritrovare solo ed impaurito in un mondo a lui sconosciuto senza la presenza del proprio amico bipede, e poi come problema di sicurezza e di sanità pubblica.

    Nel territorio italiano la legge che regola l'argomento è la 281/91. Non tutti gli animali vaganti sono da ritenersi randagi. La normativa prevede che tutti i cani siano da considerarsi di proprietà e quindi come tali devono essere identificati tramite l'inserimento di un microchip. Nessun cane può essere ceduto (non è importante se regalato o venduto) senza il chip il quale può essere applicato dai 40 giorni in su.

    La posizione del gatto è differente non sussiste l'obbligo di chip, se non per gli animali che vanno all'estero, per questo motivo che il gatto può essere considerato animale semirandagio. La legge vieta il vagare degli animali domestici e il proprietario è responsabile sia da un punto di vista civile che penale a seconda dei danni che il proprio animale può arrecare. Le amministrazione comunali devono intervenire per legge affinchè gli animali vaganti non diventino un problema di sanità pubblica o di sicurezza. I sindaci sono tenuti ad avere delle convenzioni con canili pubblici o privati che siano in grado di intervenire 24 ore su 24 per il recupero e la custodia degli animali. I sindaci sono anche tenuti ad avere una struttura in grado di ricoverare i gatti liberi malati che poi dovranno essere reinseriti in loco, questo non per un discorso di randagismo ma per la sanità pubblica. Non bisogna scordarsi che il sindaco è il responsabile della sanità pubblica del proprio comune ed in sua assenza la polizia municipale.

    Questi sono i termini di legge a cui si deve far riferimento, ma nel pratico come ci si comporta ?
    Un animale randagio rappresenta sempre un pericolo per se e per le persone, può essere causa di incidenti, mordere altri animali, mordere o aggredire persone ed essere diffusore di malattie anche di antropozoonosi. Il libero cittadino che decida di intervenire su un animale non di sua proprietà, per prima cosa deve allertare gli organi competenti, rappresentati dalla polizia municipale e in assenza dai carabinieri, se non reperta nessuno può rivolgersi ad un veterinario libero professionista che tramite la lettura del microchip potrà risalire al proprietario. Se il cane non ha il microchip e il veterinario non ha una struttura da poter ospitare l'animale il cittadino che l'avrà recuperato dovrà farsene carico fino alla consegna ai responsabili del comune. In caso di animale ferito la prassi è la medesima.
    In questo caso il veterinario libero professionista dovrà intervenire per i primi soccorsi, le eventuali spese saranno addebitate al cittadino che ha portato l'animale che poi potrà richiederle o al proprietario legittimo o al comune in cui è stato ritrovato l'animale. Per legge le asl hanno un veterinario reperibile h24 che dovrebbe intervenire su richiesta delle forze di pubblica sicurezza.
    Se l'animale ferito è un gatto l'iter è il medesimo. Gli animali che giungono in canile e a cui non si riesce a dare una famiglia, purtroppo rimarranno relegati nel canile stesso, non è assolutamente previsto il loro abbattimento. Da questo breve articolo si evince come si è sempre responsabili del proprio animale e si è anche responsabili di un eventuale animale trovato.

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    PARASSITOSI TRASMISSIBILI ALL'UOMO

    Antropozonosi = malattia degli animali trasmissibile all'uomo.
    Definizione che implica non soltanto un valore di tipo medico ma soprattutto di tipo culturale e di coinvolgimento emozionale.
    Il passaggio di alcune malattie fra uomo e animali domestici è esistente e sta a noi cercare di ridurre al minimo qualsiasi rischio per avere solo il meglio dal nostro rapporto.

    I parassiti intestinali sono una fonte di contagio da non sottovalutare e da prevenire il più possibile.
    Distinguerei subito due differenti fonti.
    La prima gli elminti i cosi detti vermi.
    La seconda i protozoi organismi che penetrano le cellule.
    Tra i nematodi (vermi) che più frequentemente infestano il cane e il gatto, soprattutto in giovane età, dobbiamo menzionare Toxocara canis e Toxocara cati, gli ASCARIDI.
    Per la modalità di trasmissione fra madre e cuccioli (intrauterina e galattogena) sono riscontrabili in tutti i soggetti giovani, possono essere presenti in tutte le fasce di età con una diminuzione dei segni clinici.
    Le uova fornite di guscio spesso permangono nell'ambiente anche per anni.
    Nella specie umana è diffusa e non è correlata alla convivenza con i nostri amici pelosi ma alla frequentazione di ambienti (parchi, giardini) altamente contaminati.
    A livello europeo si stima dal 3/8 % di individui che nella loro vita hanno avuto un contatto con i toxocara e che quindi abbiano sviluppato gli anticorpi specifici.
    Il contagio si ha tramite l'ingestione di uova embrionate presenti nel terreno che possono contaminare mani o alimenti (vegetali, frutti o acqua).
    I bambini sono i soggetti più a rischio.
    Le uova ingerite si schiudono nell'intestino liberando le larve che penetrano la parete intestinale e si diffondono nel circolo sanguigno andando a contaminare i tessuti del corpo, soprattutto fegato e polmoni.
    Le larve possono permanere vive per molti mesi determinando fenomeni di infiammazione cronica legati al loro transito nelle diverse parti dell'organismo.
    Da questo si desume come i segni clinici e i sintomi siano estremamente variabili associati alla zona dell'organismo che viene ad essere colpita.
    Tipicamente dobbiamo distinguere due forme che si manifestano alcune settimane dopo l'ingestione delle larve.
    Larva migrans viscerale e Larva migrans oculare.
    La prima si riscontra principalmente in bambini fra 0 e 5 anni, il percorso che fa il verme produce dei noduli nei diversi organi e ad un esame istologico non sempre in essi è possibile ritrovare i vermi stessi.
    I segni clinici possono essere i più differenti con coliche, problemi al fegato, allergie e talvolta addirittura fenomeni epilettici.
    La seconda è specifica dell'occhio e riguarda solitamente bambini fra i 5 e i 10 anni.
    Le larve vanno a colonizzare i vasi retinici determinando disturbi oculari e retiniti con formazione di noduli.
    Entrambe le forme possono essere diagnosticate con esami sierologici specifici.
    Mentre queste forme di toxocariasi sono diffuse in tutta Italia, l'Echinoccosi invece è più specifica delle isole.
    Il ciclo biologico dell'echinococco vede il cane come ospite definitivo che si infesta ingerendo carni e visceri poco cotti dei ruminanti.
    L'uomo viene contagiato dall'ingestione di uova provenienti dal terreno depositate con le feci del cane.
    La sintomatologia umana è rappresentata da cisti anche di notevoli dimensioni presenti a livello epatico.
    All'interno dei passaporti europei per gli animali domestici viene specificatamente richiesto l'ultimo ciclo di sverminazione rivolto all'echinococcosi.
    Nell'ambito delle zoonosi non va (protozoi) dove la fonte di contagio principale è rappresentata dalle carni crude e poco cotte, dalle verdure anch'esse crude dove possono essere state depositate le oocisti.
    Il gatto in questo caso è il vettore.
    La fonte del contagio è sempre rappresentata dalle feci, l'animale può espellere le oocisti dei toxoplasmi solo nella settimana seguente l'infestazione.
    La sintomatologia umana può essere molto grave soprattutto nello sviluppo dei feti.
    Il problema principale di queste zoonosi è legato al fatto che sia il cane che il gatto possono esere infestati e, soprattutto l'individuo adulto, non avere alcuna sintomatologia evidente.
    La sverminazione degli animali domestici solitamente è intensa durante i primi mesi di vita ma in seguito viene subordinata alla eventuale sintomatologia clinica dei nostri beniamini.
    La cattiva educazione poi fa il resto.
    La frequente abitudine a non raccogliere le deiezioni dei nostri amici non fa che aggravare questa situazione e favorire l'espandersi delle malattie.
    Per questi motivi è sempre consigliabile eseguire durante l'anno più esami delle feci per la ricerca delle parassitosi.
    Il rischio di contagio è proporzionale alla frequentazione di altri animali.
    Le aree di sgambamento non vanno assolutamente interpretate come le aree dove il mio cane può sporcare in libertà senza che io mi preoccupi di raccogliere le deiezioni, altrimenti si favorisce ulteriormente la diffusione delle parassitosi.
    Il prevenire è fondamentale.

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