Casi clinici


Voglio dedicare questa parte del sito a dei casi clinici di particolare interesse, gli articoli saranno incentrati soprattutto sulle patologie oculari e si svilupperanno nel tempo dando la possibilità di seguire l’evolvere. In altri casi si limiteranno alla visita e ai risultati che questa può aver dato.

Saranno visionabili delle foto per ogni caso, anche di interventi chirurgici.

    CARNE CRUDA NELL’ALIMENTAZIONE DEL CANE E DEL GATTO

    Non voglio entrare nel merito della diatriba fra dieta commerciale, dieta Barf o dieta casalinga. Ognuna ha i suoi pregi ed i suoi difetti, intervengono fattori economici, di tempo e di scelte personali, il proprietario riflette sul proprio animale le proprie scelte di vita e queste si rivelano anche nel mangiare.

    La carne cruda in questo universo ricopre un ruolo molto importante anche e soprattutto da un punto di vista igienico sanitario. In essa possono essere contenuti molti batteri che non vengono distrutti completamente dal congelamento, alcuni parassiti e alcune forme protozoarie. Le carni bianche sono ricchissime di batteri e la loro cottura è obbligatoria.

    In generale all’interno dell’alimento crudo è possibile ritrovare Escherichia Coli, salmonella, campylobacter, clostridium perfrigens, toxoplasmi e neospora. Agenti patogeni che possono dare sintomatologie differenti sia a livello gastroenterico che sistemico con localizzazioni anche a livello neurologico. Molti di questi patogeni attaccano indifferentemente sia l’uomo che gli animali domestici e possono venire diffusi a livello ambientale tramite le deiezioni.

    Il congelamento prolungato abbassa la carica microbica ma non la rende pari a zero. L’assunzione sporadica di alimenti crudi o poco cotti per un semplice calcolo probabilistico incide in maniera minima su queste malattie. L’assunzione prolungata e sistemica invece aumenta le possibilità di ammalarsi. L’unico metodo per abbattere ed annullare la carica patogena è la cottura.

    Come scritto all’inizio questo breve articolo deve solo rendere consci dei rischi sanitari legati all’assunzione degli alimenti crudi o poco cotti.

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    NODULO SCLERALE CAUSATO DA LEISHMANIA

    Di seguito le foto di un caso interessante, localizzazione inusuale di un nodulo causato da leishmania a livello della sclera di un bulldog, in provincia di Torino. Il nodulo ha avuto recessione con terapia sistemica mirata contro la leishmania.

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    MEDICINA RIGENERATIVA

    Semplificando la medicina rigenerativa può essere intesa come l’utilizzo del sangue del paziente stesso come medicina.

    Proprio del sangue del paziente stesso per cui senza rischi di trasmissione di malattie o di risposte allergiche o di rigetto.

    I risultati riscontrati interessano diverse branche della medicina, si spazia dall'oftalmologia all'ortopedia e riguarda anche le malattie degenerative.

    Si utilizza il plasma ricco di piastrine (PRP ) ottenuto tramite specifiche tecniche asettiche. Il PRP verrà poi iniettato nel sito ottimale dove svolgerà la sua azione rigenerativa.

    Questa azione potrà essere ad esempio a livello delle articolazioni soprattutto di fronte a patologie degenerative o per altre patologie non articolari, iniettando il PRP in tessuti per stimolarne la funzione.

    Dallo stesso prelievo si potrà ottenere il GEL DI FIBRINA sfruttando la presenza della fibrina nel siero, il quale potrà essere utilizzato per velocizzare i fenomeni riparativi e rigenerativi in diversi organi compreso l’occhio.

    Le piastrine stesse presentano fattori che inducono una stimolazione nella rigenerazione delle cellule.

    L’attività è indipendente dal tessuto stimolato per questo il PRP può essere utilizzato indistintamente in più apparati.

    L’oftalmologia veterinaria viene interessata dalla terapia rigenerativa a livello delle ulcere corneali con mancanza di tessuto, per riparare i desmetoceli e nella cherato congiuntivite secca, in umana ci sono risultati promettenti per le patologie degenerative retiniche.

    Il tutto partendo da un prelievo di sangue.

     

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    BREXIT OR NOT BREXIT

    Da fine marzo o da data da precisare ci saranno delle variazioni nel rapporto fra l’Europa e la Gran Bretagna, queste variazioni riguarderanno non solo le persone ma anche i nostri amici pelosi.

    Ad oggi per l’espatrio è obbligatorio il passaporto europeo con vaccino antirabbico valido e sverminazione contro l’echinococco con certificato del medico veterinario di buona salute.

    In futuro probabilmente o verrà nuovamente introdotta la quarantena o sarà richiesta la titolazione degli anticorpi per la rabbia.

    Per ora sono solo ipotesi ma devono farci riflettere e farci informare.

    Prima di andare all’estero fate un salto che vediamo se è tutto in regola.

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    THELAZIA NEL GATTO

    Questo nome astruso indica un verme tondo che si sviluppa sulla congiuntiva palpebrale del cane, gatto, lupo, volpe e uomo.

    Il verme ovviamente non cresce da solo infatti la larva è depositata dalle mosche, principalmente la mosca della frutta, le larve si sviluppano e danno origine ai vermi che vivono a livello della faccia congiuntivale della terza palpebra, nella ghiandola lacrimale e all’interno del dotto lacrimale. Gli individui adulti depositano le larve che vengono ingerite dalle mosche qui si compie un ciclo che le porta a maturazione e in seguito vengono ridepositate sulla congiuntiva.

    A causa del loro effetto irritante si viene a creare una congiuntivite secondaria che se trascurata può portare a fenomeni gravi soprattutto per autotraumatismo ( l’animale si fa male da solo ).

    Il tutto si può trattare asportando i parassiti con pinzette e dando antiparassitari per via orale per agire su tutti i gradi dello sviluppo del verme.

    Nelle zone infestate è d’obbligo un’accurata prevenzione con antiparassitari specifici.

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    LEISHMANIA NEL NORD ITALIA

    La leishmaniosi canina è una patologia parassitaria del cane causata dalla puntura di insetti chiamati flebotomi o “ pappataci “.

    Questi insetti sono moscerini piccolissimi che mordono senza provocare dolore e si avvicinano senza farsi sentire, sono attivi dal tramonto all'alba a partire dai primi caldi primaverili fino a tardo autunno, vivono e prolificano principalmente a livello delle zone costiere di tutta Italia.

    Purtroppo le condizioni climatiche mutate negli anni hanno fatto si che zone ritenute indenni dal flebotomo oggi ne siano infestate con conseguente diffusione della malattia anche nel nord Italia al di fuori delle zone costiere, il Piemonte presenta delle infestazioni a macchia di leopardo in cui si ritrova la malattia partendo da Torino e provincia. Nello specifico la zona del canavese è interessata da più casi conclamati.

    La malattia si sta diffondendo e i nuovi casi stanno aumentando, sia in animali autoctoni( mai usciti  dal proprio giardino) che in soggetti proveniente dalle regioni dove la malattia è endemica.

    Un’ aggravante è legata al fatto che la patologia è un'antropozoonosi e come tale può interessare anche le persone, soprattutto se debilitati.

    I sintomi sono molti vari e interessano diversi apparati, legati alla reattività degli animali stessi,

    Si può avere dimagrimento, segni cutanei con forfora, perdita di pelo, blefarite (infiammazioni delle palpebre), uveite ( infiammazione dell’occhio ), crescita abnorme delle unghie, ingrossamento dei linfonodi.

    Purtroppo la patologia pur se curabile non è guaribile e gli animali colpiti rimangono positivi con titoli più o meno elevati e con il rischio di ripresentare i segni clinici in vari periodi della loro vita.

    La via da seguire per il benessere dell’animale e per il nostro benessere è quella della prevenzione.

    • PREVENZIONE AMBIENTALE animale in casa durante le ore notturne
    • PREVENZIONE CON ANTIPARASSITARI SPECIFICI non tutti gli antiparassitari hanno un effetto sui flebotomi. Porre attenzione che tante volte gli antiparassitari attivi sui flebotomi sono tossici per i GATTI
    • TRATTAMENTO VACCINALE la protezione del vaccino non è completa ma presente.

    L’azione sinergica di questi tre elementi determinerà una buona protezione per il nostro peloso.
    La prevenzione vaccinale è estremamente consigliabile preceduta dal prelievo di sangue per sincerarsi che non ci sia una infezione già in corso

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    CHERATOCONGIUNTIVITE EOSINOFILICA GATTO

    La cheratocongiuntivite eosinofilica del gatto è una patologia dell’occhio. Questo si presenta con una masserella sopraelevata e irregolare biancastra tendente al rosso sul bordo esterno dell’occhio al confine con la sclera ( la parte bianca del bulbo oculare ) in alcuni casi può essere coinvolta anche la terza palpebra.

    CHERATOCONGIUNTIVITE EOSINOFILICA GATTO

    Questa massa se non curata adeguatamente tenderà ad invadere la parte trasparente dell’occhio ( la sclera ) facendo produrre muco biancastro, dolore con l’occhio che tendenzialmente verrà tenuto chiuso e difficoltà nella visione a causa del progressivo opacamento.
    La causa scatenante è di probabile origine allergica anche se in molti casi è stata riscontrata una componente di tipo virale erpetica. La diagnosi è fattibile tramite un piccolo raschiato corneale alla ricerca di particolari cellule, gli eosinofili, che lì proprio non dovrebbero esserci. La terapia tendenzialmente risolve il disturbo ma non lo elimina completamente. La precocità nella diagnosi e nella terapia è alla base dei risultati.

    CHERATOCONGIUNTIVITE EOSINOFILICA GATTO

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    MACCHIA NELL’OCCHIO DEL GATTO

    Gli occhi dei nostri amici gatti sono stupendi, affascinanti, il loro foro pupillare allungato, i mille colori che hanno sono da sempre un punto di forza del nostro peloso.
    Il colore dell’iride può variare dal giallo, all'azzurro, al nocciola e cosi via. La fantasia della natura in questo caso si è posta veramente pochi limiti.

    Purtroppo la struttura stessa dell’iride( uno dei tessuti più vascolarizzati dell’organismo ) e la presenza dei pigmenti lo rende anche un luogo ideale per lo sviluppo di alcuni tumori primari.

    Vorrei parlare del melanoma dell’occhio del gatto da distinguere dalla macchia melanocitica.

    Il MELANOMA diffuso dell’iride solitamente si riscontra sulla  superficie anteriore dell’iride. Nelle prime fasi si osservano solo aree focali o multifocali di colorito più accentuato, non per forza nere, che invadono il tessuto irideo. Questa è la fase critica dove diventa difficile distinguere il melanoma da una melanosi benigna.

    L’evoluzione che può essere di giorni, mesi o nelle fasi tardive anche di anni, sarà rappresentata da un aumento sia delle dimensioni che della quantità delle macchie.

    A questi segni si aggiungeranno delle alterazioni dell’occhio patologiche, con infiammazione dell’occhio (uveite), deformazione del foro pupillare, materiale nellocchio stesso e glaucoma (aumento della pressione dell’occhio e delle sue dimensioni).

    Il MELANOMA è un tumore maligno che nel 63% dei casi origina metastasi a livello di fegato e polmoni. Purtroppo non esistono mezzi diagnostici certi per una diagnosi differenziale certa fra melanoma e melanosi benigna. Esami di tipo bioptico sono eccessivamente invasivi per l’occhio.

    In presenza di una macchia a livello irideo l’unico iter diagnostico è rappresentato dalle visite di controllo il più ravvicinate possibili almeno ogni sei mesi. L’unica terapia di tipo risolutivo è l’asportazione dell’occhio anche se purtroppo sono riferiti casi di metastasi a livello organico a distanza anche di alcuni anni dall'intervento.

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    RINOTRACHEITE NEL GATTO

    È una malattia legata ad un’infezione da herpes virus che aggredisce le cellule epiteliali respiratorie ed oculari, ci si infetta tramite un esposizione orale o congiutivale al virus.

    Si manifesta con starnuti, riniti, congiuntivite, cheratite ulcrativa e febbre.

    Il virus avendo un tropismo per le cellule dell’apparato respiratorio e per la congiuntiva darà origine a forti starnuti con scolo muco purulento, tosse che potrà essere sia produttiva che secca e lesioni oculari caratteristiche.

    Gli occhi si presentano con scolo denso e con congiuntive molto arrossate, questo può causare aderenze a livello congiuntivale fra le palpebre e la cornea, se il virus si addentra negli strati profondi della cornea si possono creare delle ulcere con formazioni di desmetocele fino ad arrivare alla perforazione dell’occhio.

    L’infezione nelle gatte gravide non vaccinate può causare l’infezione dei feti all’interno dell’utero o ci si può infettare alla nascita.

    Gli animali maggiormente a rischio sono ovviamente coloro non vaccinati, le colonie feline e animali stressati che possono manifestare un infezione latente causata del perdurare del virus all’interno delle cellule.

    La malattia va differenziata dalle infezioni da calicivirus felino (meno starnuti e coinvolgimento oculare, comparsa frequente di stomatite ulcerativa e polmonite ma non di cheratite ulcerativa), clamidiosi felina (congiuntivite cronica monolaterale) .

    Si possono effettuare esami di laboratori per confermare la diagnosi ma gli aspetti visibili sono patognomonici (inconfondibili con altre malattie).

    Essendo un virus la terapia di tipo sintomatica agirà sulle complicanze ma non sulla causa, una copertura antibiotica generale ed una più specifica a livello oculare aiuterà il gattino a superare la fase acuta della malattia.

    Gli occhi devono sempre essere tenuti puliti senza secrezioni con lavaggi frequenti a base di camomilla, un collirio antiherpetico ed uno antibiotato dovranno essere somministrati almeno 5 volte al giorno fino alla remissione dei sintomi.

    I lavaggi con la camomilla sono consigliabili anche per tenere sempre aperte le naric , in più casi i gattini non mangiano perché non percepiscono gli odori.

    In alcuni casi, purtroppo, il decorso delle alterazioni oculari porta alla perforazione dell’occhio e quindi alla sua enucleazione .

    Come tutte le malattie virali la vera cura è legata alla prevenzione (la vaccinazione delle mamme) e alla risposta dell’organismo, un cucciolo denutrito con gli ascaridi avrà una risposta anticorpale inferiore a quella di un cucciolo in salute.

    La vaccinazione nei gattini contro la rinotracheite è consigliabile dai 60 giorni in su, nei gattili la prima vaccinazione è consigliabile a 4/5 settimane di età e ripetuta ogni 3/4 settimane fino alle 12 settimane di età.

    Le possibili complicazioni  sono legate a sinusite cronica con starnuti e scolo nasale, chearatite ulcerativa herpetica e cicatrizzazione e chiusura del dotto lacrimale con scolo oculare cronico.

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    OTOEMATOMA

    L’otoematoma è una patologia che riguarda sia il cane che il gatto.

    Consta in una raccolta di liquido siero emorragico nella parte interna del padiglione auricolare fra cute e cartilagine inizialmente si forma nella parte bassa del padiglione per poi interessare tutto l’orecchio.

    La causa che porta alla raccolta del liquido è legata ad un trauma al padiglione auricolare. Nella maggior parte dei casi il trauma è auto inferto dall'animale stesso legato ad un forte fastidio dell’orecchio.

    Un’otite pre esistente di origine batterica, parassitaria o da corpo estraneo porta ad un continuo scuotimento della testa che causa un vero e proprio trauma al padiglione auricolare con la rottura dei vasi sanguigni e conseguente travaso di liquido che viene intrappolato fra cartilagine e pelle. Il processo dura alcuni giorni, anche se l’insorgenza sembra improvvisa.

    Questo stato è doloroso per l’animale che continuerà a scuotere in continuazione la testa aggravando la situazione.

    L’otoematoma è risolvibile agendo su due piani differenti.

    Prima di tutto è necessario risolvere la causa dell’otite ( infiammazione del condotto uditivo ) che è alla base dello scuotimento in modo da fermare il circolo vizioso.

    In seconda battuta bisognerà asportare il materiale siero emorragico depositato all'interno dello spessore dell’orecchio tramite un intervento chirurgico che si concluderà con l’apposizione di una spugna per sorreggere il padiglione ed evitare che lo stesso si contorca.

    Nel caso in cui non si intervenga con il passare dei mesi l’organismo riassorbirà il siero fuoriuscito con la creazione di funi di connettivo che deturperanno la forma e la funzione del padiglione auricolare.

    Di seguito sono riportate le foto di un otoematoma di un gatto causato da un’otite parassitaria e la risoluzione chirurgica.

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